I colori e la tradizione del Messico nelle opere dell’artista Laura Pratz

Frida Kahlo è il mio punto di riferimento artistico. In qualche modo mi identifico con lei.

Laura Pratz è una Designer Industriale che vive e lavora a Colima, in Messico. Il suo percorso artistico l’ha portata a specializzarsi in ritratti di animali domestici, ma la sua produzione spazia anche su personaggi dello spettacolo e soggetti sacri.

Attualmente la sua galleria si trova a Villa de Álvarez, Colima.

Quando hai iniziato a disegnare?

Ho cominciato molto presto, all’età di 4 anni. I miei genitori mi portavano alle lezioni di ginnastica e disegno nell’ex convento del Carmelo. Questa attività per me era molto divertente, soprattutto poter rappresentare fiori, colori e animali. Mio padre e mia madre hanno subito notato le mie abilità nel disegno e hanno deciso di continuare il mio percorso di formazione artistica, così mi hanno fatto frequentare anche lezioni di disegno presso l’Istituto Cabañas.

Quando e come hai capito che questa era la tua vocazione e poteva diventare il tuo lavoro?

Col passare del tempo, raggiunta la maggiore età, ho studiato design industriale e ho seguito corsi indipendenti di disegno, come design grafico, design assistito dal computer e disegno a mano libera. È stato lì che ho scoperto la possibilità di giocare con le ombre, lo sfondo, il rilievo, il bianco e nero e i colori. Per motivi indipendenti dalla mia volontà, non sono riuscita a continuare con la mia passione, ma la vita mi ha riservato nuove modalità per tornare all’arte.

Un giorno mi sono svegliata e ho detto che volevo dipingere la Torre Eiffel e ricordo che mia madre mi ha comprato piccoli barattoli di vernice e così mi sono immersa piano piano in questo mondo di colore, dove ho scoperto che questo mi faceva staccare la spina dalle preoccupazioni e mi rendeva felice, aiutandomi a non pensare a nient’altro che alla pittura. Mi sono appassionata così tanto che non potevo smettere di dipingere. La prima opera che ho venduto è stata un Don Chisciotte, un’opera di formato 80 x 100, tecnica acrilico su tela, al prezzo di 1000 pesos messicani. Ricordo ancora quel giorno, la sensazione che ho provato nel vendere la mia prima opera, io e mia madre sorridevamo felici. L’opera si trova attualmente in uno studio notarile. Ed è così che ho capito che volevo dedicarmi a questa professione.

Usi molti colori, quali sono le ragioni stilistiche di questa scelta?

Nell’arte possiamo utilizzare i colori per esprimere le nostre emozioni. Ho sempre detto che la combinazione di molti colori ci dà una sensazione di felicità e pace. Allo stesso modo, possiamo utilizzare i colori intenzionalmente per suscitare emozioni.

Quale importanza ha la tradizione messicana nella tua storia artistica?

L’arte messicana è il risultato di una miscela di diverse culture, colori e tradizioni. Il primo cane che ho dipinto era una scultura della nostra città di Colima chiamata “Cagnolini ballerini”, due cani xoloitzcuintle. Il xoloitzcuintle era un cane sacro che, secondo la cosmologia azteca, rappresentava il dio Xolotl, il fratello gemello di Quetzalcoatl. Mentre quest’ultimo personificava la stella del mattino, la vita e la luce, il primo era l’effigie dell’oscurità, dell’oltretomba e della morte. Essendo una creatura in grado di muoversi attraverso le tenebre, il xolo era incaricato di guidare lo spirito del suo padrone nel mondo dei defunti. In altre parole, quando un’anima arrivava al fiume dell’oltretomba, trovava il suo cane e saliva sulla sua schiena per attraversarlo insieme. Il Messico rappresenta per me un’infinità di possibilità e colori unici che ci rappresentano nel mondo, e avere questa razza unica, che oggi è patrimonio culturale messicano, è ancora più motivo di orgoglio.

Quali sono i tuoi modelli?

Posso dire Frida Kahlo, poiché in qualche modo mi identifico con lei. Nella sua vita ha affrontato molti alti e bassi eppure è riuscita a diventare una grande artista. Lottare contro il grande dolore alla schiena e la perdita di una gamba non credo sia stata la cosa peggiore che le sia successa; penso che la cosa peggiore sia stata il disamore che ha vissuto. E con i sentimenti, che siano buoni o cattivi, si può vincere. Lei lo faceva dipingendo la sua storia e oggi i suoi quadri sono grandi opere d’arte. Come lei, ho questa sensibilità e sfortunatamente ho anche problemi alla colonna e a una gamba. Ma nulla mi ferma, desidero realizzare grandi cose che solo Dio mi aiuterà a raggiungere.

Perché hai deciso di dipingere animali?

Ho sempre amato gli animali. Quando avevo 18 anni ricordo di aver accompagnato un’amica al centro di controllo canino e felino perché voleva adottare un animale domestico. Il veterinario ci ha detto che il giorno seguente avrebbero soppresso i gatti, così mi sono messa d’accordo con la mia amica per adottarli e ci siamo impegnate a cercare loro una casa. Il giorno seguente il furgone del controllo canino è arrivato a casa mia e io non avevo detto niente a mia madre, quindi il veterinario le ha raccontato ciò che era successo, che avevo adottato i gatti e me li stava portando. Mia madre, stupita, gli ha chiesto quanti gatti erano. Lui ha risposto: “17”. Mia madre, ancora più stupita, ha aperto la porta e li ha fatti entrare nel garage di casa. Non mi ha rimproverato e non è rimasta sorpresa, poiché quando ero piccola se in un film c’era una scena di morte di un animale, i miei genitori cambiavano canale o, se per qualche motivo mi capitava di vederla, piangevo così tanto che loro mi dicevano che era un cane, un gatto o un cavallo attore e che stava solo dormendo. E solo così smettevo di piangere. Il giorno in cui mi hanno lasciato i 17 gatti, sono arrivati anche 3 cani che sarebbero stati soppressi. Quindi ero responsabile di 20 animali. La mia amica non mi ha aiutata, ma insieme a mia madre, bussando a tante porte, abbiamo trovato loro una casa. Sono molto fortunata perché la mia passione per gli animali e la pittura si sono connesse e oggi sono felice di realizzare queste opere.

Come entri in sintonia con gli animali che dipingi?

Amo dipingere animali domestici perché attraverso la loro storia posso farmi un’idea di ciò che voglio riflettere nell’opera. Mi affascinano le vicende degli animali: come hanno trovato la loro famiglia e come hanno vissuto, nel caso in cui qualcuno sia già scomparso. Inoltre, mi piace conoscere persone che amano e rispettano gli animali tanto quanto me.

Tra le tue opere ci sono anche temi sacri: San Francesco, il Papa… Quale importanza ha la fede nella tua vita personale e artistica?

Dio, che chiamo “Papà Dio”, mi ha sempre aiutato e guidato. Posso dire che, quando inizio un’opera, gli chiedo di illuminarmi e di permettermi di realizzare qualcosa di bello. La fede per me è sempre stata l’elemento più importante perché mi ha aiutato a non arrendermi e a fidarmi e ad aver fiducia anche in me stessa. Nella mia vita personale, Dio è il mio “miglior amico” con cui parlo ogni sera, raccontandogli come è stata la mia giornata, è colui con cui mi confido quando c’è qualcosa che rattrista. È il mio sostegno e sono molto grata per tutto ciò che mi ha aiutato a raggiungere, per ciò che mi dà e per ciò che non mi dà, e per ciò che mi toglie. Nutro un grande senso di gratitudine.

Progetti e ambizioni per il futuro?

Ho ricevuto un invito per esporre in Spagna e in Portogallo. Il mio desiderio è quello di poter proporre la mia arte sia in patria che all’estero. Le mie opere sono già presenti in alcuni stati del Messico e anche fuori dal paese. Sono molto grata perché dal giorno in cui ho dipinto la Torre Eiffel, da quando ricordo di aver comprato la tavolozza e le tele insieme a mia madre fino ad oggi, non avrei mai immaginato che un giorno un ex-presidente e l’attuale Presidente del Messico avrebbero avuto in casa una delle mie opere, così come anche grandi cantanti.

P.R.

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